Morbillo, casi in aumento in tutto il mondo diminuiscono i vaccini

Secondo i dati del Centers for Disease Control and Prevention, i casi di morbillo negli Stati Uniti sono aumentati di un terzo nell’ultima settimana, un segnale preoccupante per un’epidemia che ha già causato due decessi (un bambino di sei anni in Texas e un adulto in New Mexico, quest’ultimo non ancora confermato ufficialmente): sono le prime vittime causate dal morbillo da decenni negli Usa. Dall’inizio dell’anno sono stati segnalati 222 casi di morbillo in 12 diversi stati: il 79% in bambini e ragazzi con meno di 19 anni; il 94% di loro era non vaccinato, il 4% vaccinato con una sola dose. Per 38 di questi casi è stato necessario il ricovero in ospedale. Solo in Texas, epicentro dell’epidemia, sono stati segnalati 198 casi venerdì scorso, 39 in più rispetto all’ultimo aggiornamento del 4 marzo. Ad allarmare le autorità sanitarie anche la vicenda di un passeggero atterrato mercoledì 5 marzo all’aeroporto di Washington Dulles, in Usa risultato positivo al morbillo. La malattia è altamente contagiosa e si teme per le persone che erano a bordo del velivolo così come altri passeggeri in transito all’aeroporto. Ma se il morbillo (e il calo delle vaccinazioni) spaventano gli Stati Uniti, non vanno molto meglio le cose in Europa. I dati dell’ultimo aggiornamento mensile del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie mostrano un forte aumento della diffusione del morbillo nel 2024 rispetto al 2023, con oltre 32 mila casi segnalati in un anno (dati tra il primo febbraio 2024 e il 31 gennaio 2025). L’Italia con 1.097 casi nel periodo considerato è fra i Paesi con più contagi notificati dopo il dato record della Romania (27.568). Al terzo posto la Germania (637), seguita da Belgio (551) e Austria (542). E non sono purtroppo mancati anche i decessi: la Romania ne ha registrati 18 attribuiti al morbillo, e l’Irlanda uno. La trasmissione in corso, osserva l’Ecdc, «evidenzia gap nella copertura vaccinale contro questa malattia prevenibile, sia tra bambini e adolescenti che fra adulti». Il morbillo è altamente contagioso, ricordano gli esperti, si trasmette facilmente da persona a persona attraverso l’aria e si diffonde rapidamente nelle comunità tra persone che non sono state vaccinate o non sono completamente immunizzate. Nel 2024, il picco di casi segnalati nell’Unione Europea è stato osservato nei primi 6 mesi dell’anno. E «in linea con l’andamento stagionale della malattia, si prevede dunque un ulteriore aumento del numero di casi durante la primavera del 2025». Per la prevenzione delle epidemie di morbillo e la protezione delle popolazioni vulnerabili, almeno il 95% della popolazione idonea alla vaccinazione dovrebbe ricevere due dosi del vaccino Mpr (anti morbillo, parotite, rosolia). «Tuttavia – informa l’Ecdc – i livelli di vaccinazione in Europa sono ancora al di sotto di questo obiettivo. Solo 4 Paesi (Ungheria, Malta, Portogallo e Slovacchia) hanno segnalato questo livello di copertura per entrambe le dosi. Ciò rende molte comunità vulnerabili al morbillo, compresi i bambini che sono troppo piccoli per essere vaccinati o quelli che non possono essere vaccinati per motivi medici e che quindi dipendono da un’elevata copertura vaccinale nella popolazione complessiva». In Italia è segnalato un lieve calo delle coperture vaccinali tra bambini e ragazzi under 18 anni soprattutto nelle regioni meridionali, anche se la maglia nera va alla Provincia autonoma di Bolzano (solo l’83,81%). Il morbillo è una delle infezioni più contagiose note. In una ipotetica comunità in cui nessuno è immune al virus, ogni persona infetta ne contagerebbe altre 18 e un piccolo focolaio diventerebbe rapidamente incontrollabile. Ogni persona vaccinata può contribuire a rallentare il virus e a limitare l’epidemia. Per far sì che un’epidemia finisca rapidamente, lo abbiamo imparato con la pandemia da Covid, una persona infetta dovrebbe contagiare in media meno di una persona, risultato che si può ottenere se più del 94% della comunità è vaccinata. Contrarre il morbillo, in particolare in età adulta, non è una passeggiata. I sintomi si risolvono in modo benigno di solito nel giro di alcune settimane (non è una malattia breve), ma in rari casi il virus può diventare davvero molto pericoloso causando polmoniti o, ancor più gravi, encefaliti che possono portare a danni permanenti come cecità, sordità, disabilità intellettive. Ogni mille bambini che contraggono il morbillo, uno o due moriranno. Il virus provoca anche quella che viene definita «amnesia immunitaria», rendendo l’organismo incapace di difendersi dalle malattie a cui è già stato esposto. I pazienti risultano così più suscettibili a future infezioni di ogni genere. Una volta contratto il virus del morbillo non è possibile controllare la gravità dell’infezione perché non esiste un antivirale specifico per questa malattia che ne impedisca la diffusione nel corpo, ma solo cure di supporto per gestire i sintomi. Per questo è raccomandato il vaccino MPR in due dosi, efficace al 97% per prevenire l’infezione. corriere.it