Schiaffi ai bambini dell’asilo, insegnante condannata a 3 anni ma resta al suo posto

Insulti e schiaffi, minacce di appenderli al lampadario o alla finestra. Sono le accuse nei confronti di una maestra d’asilo salentina, di 60 anni, condannata a tre anni di reclusione per maltrattamenti verso i suoi piccoli alunni. La sentenza è stata emessa ieri, 19 marzo, a oltre 10 anni dai fatti, dal giudice del Tribunale di Lecce Elena Coppola, che ha accolto in parte la richiesta di condanna a 4 anni avanzata dal pubblico ministero Luigi Mastroniani. Disposta una provvisionale in favore dei genitori dei bimbi che avrebbero subito i maltrattamenti, costituitisi parte civile. Gli episodi di cui è accusata la donna, originaria del circondario di Gallipoli, risalgono al periodo compreso tra il 16 dicembre 2014 e il 14 gennaio 2015, documentati da una telecamera nascosta installata in aula nell’ambito delle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Gallipoli e della stazione di Sannicola. Filmati che, stando all’accusa, proverebbero il clima di terrore instaurato dalla maestra tra i suoi alunni, apostrofati come “scemi” e “fessi”, ma anche strattonati, minacciati di essere appesi alla finestra o ai lampadari e, in un caso, come accaduto ai danni di una bambina, addirittura trascinati per i capelli per tornare al proprio posto. Maltrattamenti fisici e psicologici che avrebbero avuto conseguenze sui minori, alle prese con episodi di incontinenza, crisi di pianto e paura di andare a scuola. A dare il via alle indagini furono le denunce presentate da alcuni genitori che, intercettando il disagio dei propri figli, si rivolsero ai carabinieri. La maestra, nel corso del processo, ha sempre respinto ogni accusa. Intanto, continua a insegnare in un’altra scuola, senza mai aver subito provvedimenti disciplinari. Gli avvocati della donna, Rocco Vincenti e Lanfranco Leo, una volta depositate le motivazioni, valuteranno se ricorrere in Appello. corriere.it